Dicono di me...
Carlo Alberto Motta: "(…) Chiara Pradella, che preferisce esprimersi attraverso i colori interpretati in chiave astratta e informale, anche se personalmente ritengo che alcuni dipinti ricordino piuttosto un post-impressionismo assimilabile a quello di Vincent Van Gogh. Non sfugge mai, peraltro, uno stretto collegamento artistico-filosofico tra ciò che l'artista propone con i suoi dipinti e ciò che Lei sente come persona avendo lì indirizzato i suoi stessi studi.
Carlo Motta, Cairo Mondadori
Carlo Stragapede: "(…) L'artista espone le sue caleidoscopiche opere in un'ampia forma di energia comunicativa. Il suo linguaggio è prevalentemente di tipo astratto informale; variegati colori sono disposti su tela, giustapposti in modo tale che il loro accordo d'insieme si traduce in un'emozione (…). C'è una liberazione di linee, forme e colori, una scomposizione dell'esperienza vissuta, nei suoi elementi essenziali, permettendoci di proiettare meglio l'energia repressa in un arcobaleno cangiante e rigenerativo".
Carlo Stragapede, Artista e Maestro d'Arte
Giorgio Gregorio Grasso: "Chiara Pradella è ormai nota nel mondo dell'arte per la sua ricerca originale e dinamica radicata nell'analisi spontanea delle emozioni umane (…). L'artista ha la capacità di cogliere il pluralismo della percezione; è in grado di riportarlo nelle sue opere ritraendo il lato più profondo della vira percettiva, rendendola tangibile, esperibile anche dall'osservatore.
Giorgio Gregorio Grasso, Storico e Critico dell'Arte
Maria Palladino: " (…) l'artista infatti adopera i termini e il linguaggio visivo della filosofia e della psicologia, oggetto dei suoi studi, per sostanziare di queste i suoi lavori e concentrare su di esse la sua ricerca. Si tratta di proiezioni introspettive che dialogano con le nostre coscienze e ci spingono ad iniziare un percorso di riconoscimento che traduce in termini comuni le esperienze del quotidiano".
Maria Palladino, Critico d'Arte